Quindi il gatto è vivo o morto nella scatola, o esistono cose, quando non vengono osservate? I bambini piccoli spesso danno per scontato che le cose non esistono quando queste cose non sono alla loro vista. I genitori devono quindi spiegare che diversi oggetti – luoghi, giocattoli, esseri umani e tutto il resto – rimangono reali, indipendentemente da ciò che pensiamo. Ma nel dominio della meccanica quantistica non è così semplice. Credito immagine: Gerd Altmann tramite Pixabay, licenza gratuita Uno degli esempi più popolari usati per illustrare i paradossi della meccanica quantistica è il famoso gatto di Schrödinger. Il fisico austro-irlandese, uno dei fondatori della teoria della meccanica quantistica, Erwin Schrödinger ha ideato questo classico esperimento mentale mentre discuteva con Albert Einstein e altri colleghi. La domanda alla base di questo ipotetico esperimento è a dir poco brutale: se metti un gatto in una scatola ermetica e usi un'attrezzatura che ha il 50% di possibilità di ucciderlo entro un'ora, cosa osserveremo alla fine di questo esperimento, dopo aver aperto la scatola? Le persone spesso sono curiose: Schrödinger ha davvero messo un gatto in una scatola? Non preoccuparti, nessun gatto è stato ferito. Ci sono altri modi, completamente pacifici e umani, per ricreare questo meccanismo quantistico a doppio stato, o sovrapposizione quantistica, in ambienti di laboratorio. A livello delle particelle subatomiche, questa prova dell'esistenza simultanea di diversi stati della materia è ovvia e ha implicazioni molto reali nella nostra vita quotidiana. Questo video interessante, divertente e di facile comprensione spiega in modo più dettagliato l'esperimento del gatto di Schrödinger:

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